martedì 11 novembre 2008

Usa: Gli Obama alla casa bianca.

- Washington, 10 nov -
Il presidente eletto Barack Obama e' entrato oggi per la prima volta in vita sua nell'Ufficio Ovale della Casa Bianca per un colloquio di un'ora con il presidente George W. Bush dedicato ai maggiori problemi che l'America deve fronteggiare: dalla crisi economica a due guerre da combattere. La visita di Barack e Michelle Obama alla Casa Bianca, durata in tutto due ore, che entrambi gli staff hanno definito 'amichevole' e 'produttivo', e' stata un intreccio di storia, tradizione e malumori elettorali da assorbire.

E' stata la prima visita della storia di un presidente eletto nero alla Casa Bianca. Una visita che rispetta la tradizione che vede il presidente uscente invitare il successore per discutere come procedere ad una fluida transizione tra le due squadre di governo. Ma e' stata anche la visita alla Casa Bianca dell'uomo che per gli ultimi due anni non ha perduto occasione per sottolineare il ''fallimento'' delle sue politiche.

E che gia' promette dal suo primo giorno in carica di rovesciare alcune delle decisioni prese da Bush nei suoi otto anni al potere. Ma la retorica delle elezioni e' gia' alle spalle e la gravita' dei problemi che l'America deve affrontare hanno imposto un primo incontro a quattr'occhi nello Studio Ovale, anticipato rispetto alla tradizione, tra i due presidenti. Il colloquio e' poi' proseguito, in forma allargata, nella residenza privata del presidente alla Casa Bianca. Era stato lo stesso Bush ad insistere perche' la prima visita di Obama alla Casa Bianca avvenisse prima possibile per discutere, oltre alla delicata procedura di transizione tra le due squadre, anche le urgenti questioni della crisi economica e delle guerre in corso (in Iraq, in Afghanistan e contro il terrorismo).

Bush aveva sottolineato che e' questa la prima volta in quattro decenni che il passaggio di consegne ''avviene in tempo di guerra'' e che e' particolarmente importante che la transizione avvenga nel modo ''piu' scorrevole'' possibile. Per Barack Obama, che era stato in passato almeno altre sette volte alla Casa Bianca, e' stata questa pero' la prima visita allo Studio Ovale, il luogo che sara' il suo ufficio per i prossimi quattro anni. Obama e' giunto alla Casa Bianca insieme alla moglie Michelle, che e' stata condotta dalla first lady 'uscente' Laura Bush ad un tour della residenza privata dei presidenti, al piano superiore, compresa la visita delle future camere da letto della coppia Obama e delle stanze riservate alle due bambine - Malia di 10 anni e Sasha di 7 anni - che oggi sono pero' rimaste a Chicago e sono andate regolarmente a scuola.

Obama, nella sua prima conferenza stampa da presidente eletto, aveva sottolineato che l'America ''ha solo un presidente alla volta'' e che fino al 20 gennaio tutte le decisioni spettano a Bush. Il presidente uscente si e' comunque impegnato a tenere il suo successore costantemente informato sulle decisioni piu' importanti che devono essere prese, a cominciare dal vertice economico della prossima settimana, il G20, in programma a Washington e dedicato alla risposta da dare alla crisi che ha colpito i mercati finanziarie le economie di tutto il pianeta. Obama ha confermato ufficialmente, proprio oggi, quello che era nell'aria da tempo: che non intende partecipare in alcuna forma ai due giorni di lavori del G20, lasciando i riflettori e la responsabilita' delle decisioni a Bush.

La portavoce della Casa Bianca Dana Perino aveva spiegato che la agenda del colloquio odierno tra Bush e Obama era aperta: ognuno era libero di portare qualsiasi argomento ritenesse utile dibattere. Alla domanda se il 'veleno' della campagna elettorale, in particolare le accuse di Obama a Bush (''Il mondo trarra' un sospiro di sollievo quando Bush lascera' la Casa Bianca'' aveva detto piu' volte l'allora candidato democratico nei suoi comizi) di essere responsabile di gran parte dei mali dell'America, con scelte politiche sbagliate, potesse avere lasciato qualche strascico nei rapporti tra i due, la Perino ha ammesso che ''qualche volta e' stato duro per noi lasciare gli attacchi senza risposta''.

Ma il presidente Bush e' impegnato in dure campagne elettorali fin dagli anni '60 - ha aggiunto la Perino - e sa perfettamente qual sono le regole del gioco di queste battaglie elettorali. Del resto il presidente Bush, fin dal suo primo commento alla vittoria di Obama, era stato insolitamente generoso col rivale di partito sottolineando la storicita' dell'evento del primo presidente nero d'America e le speranze accese in milioni di persone da questa svolta che ''molti non avrebbero mai immaginato di poter testimoniare nel corso della loro vita''. La visita di Barack e Michelle Obama alla Casa Bianca rende pero' ancora piu' tangibile per i Bush la scadenza inesorabile del loro lungo soggiorno nella famosa residenza: il 20 gennaio dovranno lasciare il posto alla coppia giunta oggi a controllare lo stato della casa e della nazione che riceveranno in eredita' tra poche settimane.

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