- Nizza, 13 nov -Mano tesa alla nuova amministrazione americana di Barack Obama, alla quale propone l'opzione zero, 'niente scudo Usa niente missili a Kaliningrad', e forte volonta' di cooperare con l'Unione europea, con la quale la Russia puo' parlare ''con una sola voce'' al Vertice del G-20 sulla crisi finanziaria per riformare la governance economica. Alla vigilia del Vertice Ue-Russia di domani a Nizza, il 22/mo nella storia delle relazioni bilaterali, ma il primo dopo il grande freddo seguito al conflitto georgiano, il presidente russo Dmitri Medvedev ha abbassato i toni della polemica con i partner occidentali. ''Il nostro interesse e' di avere delle relazioni le piu' strette possibili'', ha detto in un'intervista al quotidiano francese Le Figaro. ''Noi abbiamo bisogno di investimenti reciproci. L'Europa e' il piu' grande consumatore di energia russa, noi siamo dei grandi compratori di tecnologie e prodotti europei'', ha spiegato. E sullo stesso tasto ha battuto parlando nel pomeriggio a Cannes, davanti ad una platea di centinaia di imprenditori russi ed europei.
''Sulla maggioranza dei punti al centro del G20 le posizioni di Russia e Unione europea sono molto vicine, quasi coincidenti. Io penso che a Washington parleremo con una sola voce'', ha affermato Medvedev. Nelle molte esternazioni, poche parole sono state riservate al conflitto con la Georgia. Il presidente russo ne ha parlato solo per ribadire che il riconoscimento da parte di Mosca dell'indipendenza dell'Ossezia del sud e dell'Abkazia, le regioni secessioniste della Georgia, ''e' irreversibile''. Il Vertice di domani non si preannuncia facile per il presidente francese Nicolas Sarkozy, che da un lato deve ribadire la forte contrarieta' della Ue all'uso sproporzionato della forza contro Tbilisi e al mancato rispetto della sovranita' territoriale, ma dall'altro anche la volonta' di riavviare al piu' presto i negoziati per un nuovo accordo di partnership strategica per rafforzare i legami economici ed energetici con la Russia. Ad oggi, la Ue importa il 61% del proprio gas e ben il 42% e' russo. Ventisei stati membri su 27, con la sola eccezione della Lituania, sono a favore della ripresa dei negoziati. ''Noi vogliamo lavorare in modo costruttivo con la Russia, ma la Russia faccia altrettanto con noi'', ha detto il presidente della Commissione Ue Jose' Manuel Durao Barroso, sintetizzando il ''messaggio'' che sara' consegnato domani a Medvedev. Secondo Barroso, sono numerosi i terreni sui quali e' importante una buona collaborazione tra Ue e Russia, a partire dalle questioni energetiche. Ma al centro dei colloqui di domani ci sara' la crisi finanziaria mondiale e la risposta del G20.
''Siamo ad una svolta. Questa e' un'occasione storica per cambiare la governance economica mondiale, ha detto Barroso. ''La Russia in questo e' un partner indispensabile, imprescindibile''. Oltre alla crisi, la sicurezza sara' l'altro tema forte nell'agenda di domani. Medvedev ha precisato che Mosca non mettera' impianti missilistici Iskander nell'enclave baltica di Kaliningrad, se gli Usa rinunceranno al loro scudo missilistico in Polonia e Repubblica ceca, e ha detto che Mosca e' perfino pronta a continuare il lavoro sull'idea di un sistema globale di scudo antimissile con Usa, Europa e Russia coinvolte''. La reazione americana non si e' fatta attendere: il segretario alla Difesa Robert Gates ha definito inaccettabile uno scambio con Mosca. La Ue resta in attesa della nuova amministrazione Obama. Alcuni fatti raccontati da Sarkozy (che oggi ha ricevuto all'Eliseo il presidente georgiano Mikhail Saakashvili), confermano come l'Europa stia gia' archiviando l'era Bush. Sarkozy ha infatti denunciato il comportamento del presidente americano uscente nella crisi russo-georgiana. Bush - ha raccontato il presidente francese - gli consiglio' di non recarsi a Mosca e a Tbilisi, di rinunciare. ''Ci siamo andati, con Bernard Kouchner (il ministro degli Esteri, ndr), e come per caso, mentre eravamo li', e' stato annunciato il cessate il fuoco'', ha riferito Sarkozy, rivendicando alla Ue di avere ottenuto la pace e di avere mantenuto aperto il filo del dialogo.
- da ansa.it
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